🍂 Sorte

by Murmur Mori

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1.
03:52
Danza spontanea sorge e si mostra, dove non è attesa sovverte, ribalta l'ordine a volontà scoperte. Gaia come un fiore non colto, che l'erba e il terreno son del fior la bellezza. Non la danza venduta che è stata richiesta, ma la danza che improvvisa si manifesta. Il gesto istintivo del bramare ciò che palpita, il suo passo rivolge ed un canto essa porge. Danza iniziatica imperitura, che sempre rinnova il suo moto di un suono che a nessuno è noto. Eppure mai mente, è sempre costante. Tutto contiene e nulla possiede, una danza che esprime e non rappresenta.
2.
Io me ne infischio di questa società, serva di Norma e di Falsità, ma canto con gioia dell’inciviltà: regina bella per Natura! Norma severa ci vuole abituar ad una vita di miseria, solo tenzoni senza gloria che non fan pianger la società. Norma comanda con le comodità, donando falsa serenità, ma se Natura gli occhi ci aprirà farem crollare ogni città. Sopra l'asfalto non c'è vita, ma sol la terra può generar ciò che ci occorre per poter respirar lo dà Natura e non Norma. Viver schermati lontan dalla realtà è ormai per tutti normalità ma il nostro cuore trova serenità se non c’è Norma ma Natura. Forza ballate e cantate insieme a me, che sol così si fa male al re, lui ha scambiato la nostra libertà, contro Natura, con Norma.
3.
Vorria e non vorria darvi piacere, il dir pur stringe, il pudor mi raffrena, il star me noia, il partir mi dà pena, ma non farò però contro il dovere. Il star in banca alfin m'è dispiacere, perché veggio la gente che m'accena, tal piglia piacer de la mia vena, che non vorrei che mi fusse scudiere. O Febo, l'arte tua ridotta a tale, che chi ti segue è mostro infra la gente a dito con le lingue use a dir male. Non vi meravigliate de niente, s'a cantare una donna in banca sale: virtù fa l'omo al tutto onnipotente. Benché una forza mia timida voce suspinga a dire, il pudor la molesta, cussi fra doppia fiamma avvolto resta mio faretrato cor che sempre coce. Ma spinta dall'audacia che mai noce, dirò con quel favor che il ciel mi presta e sforzerommi dar piacere e festa a ciscadun che mi darà la croce. Ma non sia alcun che pigli admirazione s'io son montata in banca per cantare ch'arte non è però già da poltrone. Febo si dilettava del sonare col canto Tebe edificò Anfione: donde questa virtù divina pare. Lassate il murmurare o vulgo, o plebe, perchè alfin s’è visto che sol col canto in ciel si placa Cristo!
4.
<Eravamo pastori, avevamo suolo per pascoli e per fiori> così dissero i fratelli di Giuseppe al faraone. <Siamo qui al tuo cospetto perché siamo in carestia> e il faraone alle sue terre li fece lavorare. Al faraone serve che lavori il suo terreno, devi tenerti occupato, mandare avanti il suo stato. Il denaro come ricompensa per comprare le risorse che lui ti ha rubato. Sognerai ancora di essere libero e con la sua moneta potrai, a volte, la libertà comprare. Giuseppe era stato nominato viceré dal faraone. Giuseppe raccoglieva viveri da tutto il paese. Presi dai terreni li immagazzinava nelle città. Giuseppe raccolse anche tutto il denaro che trovava per poi comprarsi tutto il grano, pagandolo alla casa del faraone. Ma che cos’ha davvero valore? Il grano o la moneta del faraone? Monete, numeri, simbolici valori per accedere a dei beni, eppure ciò che occorre per poter vivere è sempre stato libero. Una fonte d’acqua libera che ha tolto la sete ai tuoi antenati ora è stata imbottigliata ed ha un prezzo e non la puoi più vedere scorrere, non ti bagni di quell’ acque che sgorgano e la sete costa fatica. C’è chi dice che il faraone crei le acque come un dio... e a te sembra quasi che l’acqua fluisca da lui copiosamente, quasi un suo artificio o talento, non più acqua di sorgente. Tutti allora andavano da Giuseppe a pregare: <Dacci il pane! Hai raccolto tutto il nostro denaro ed il grano, vuoi farci morire?>. Così Giuseppe diede loro il pane, ma in cambio del loro bestiame. Quando poi morivano ancora di fame dissero: <Hai tutto, tranne i nostri corpi. Compraci in cambio del pane.> Fu così che Giuseppe acquistò tutto per il faraone, ogni vita divenne proprietà del sovrano. Tu, che vaghi ora per le sue grigie strade e non vedi più il frutto della marrone terra, chiedi al faraone: ti darà ciò che vuoi, ma tu vivi in carestia.
5.
6.
Il verde picchio s'alza in volo Di rubino ha il capo ornato Se l'ali apre per fuggir pericolo Se senta il giorno che gli è dato Che sia della morte il timore ad animar nell'aria sue piume? O che sia invece della vita l'ardore? Par come il fiume: Che scorre incessante, eterno inizio ed ignota fin.
7.
05:09
8.
Canterò di chi partì L'aria sentì venir manco Scosse un poco il forte fianco Poi la Luna impallidì Pochi duri e dolci gli anni Fior d'onore la sua vita Mentre io son gemma sbigottita Senza tronco tra gli affanni Come foglia nel vento me ne vò Come goccia nel fiume sparirò Tu vigliacca e sorda Morte Malasorte alle tue facce Mai non strappi tu l'erbacce Solo fior vuoi alla tua corte Maledico anche il vento Con sospiri porta via La gaia fanciullezza mia Lasciando meco sol sgomento Ahi me lasso! Sfinito piangerò Poi cangiato, versi d'or ti donerò.
9.
10.
Fortune plango vulnera stillantibus ocellis, quod sua michi munera subtrahit rebellis. verum est, quod legitur fronte capillata, sed plerumque sequitur Occasio calvata. In Fortuna solio sederam elatus, prosperitatis vario flore coronatus; quicquid enim florui felix et beatus, nunc a summo corrui gloria privatus. Fortune rota volvitur: descendo minoratus; alter in altum tollitur; nimis exaltatus rex sedet in vertice - caveat ruinam! nam sub axe legimus Hecubam reginam.
11.
O fortuna velut luna statu variabilis semper crescis aut decrescis vita detestabilis nunc obdurat et tunc curat ludo mentis aciem egestatem potestatem dissolvit ut glaciem. Sors inmanis et inanis rota tu volubilis status malus vana salus semper dissolubilis obumbratam et velatam mihi quoque niteris nunc per ludum dorsum nudum fero tui sceleris. Sors salutis et virtutis mihi nunc contraria est affectus et defectus semper in angaria hac in hora sine mora cordis pulsum tangite quod per sortem sternit fortem mecum omnes plangite.

about

"[...] Now with your minds you join harsh battle with every fortune lest either the sad should oppress you or the pleasant should corrupt you.
Occupy the middle with firm strengths; whatever either stops lower or advances beyond has the contempt of happiness, does not have the reward of labor. It rests in your own hands what shall be the nature of the fortune which you choose to form for yourself. For all fortune which seems difficult, either exercises virtue, or corrects or punishes."

Boethius, The consolation of Philosophy (Book IV)

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"[...] Nel vostro spirito voi combattete duramente la vostra battaglia contro ogni tipo di sorte, per impedirle di abbattervi, quando è dolorosa, o di corrompervi, quando è gradevole. Tenetevi saldamente nel giusto mezzo; tutto quello che rimane al di sotto o va oltre ad esso non è compatibile con la felicità e non riceve il premio per la fatica sostenuta. Sta, infatti, nelle vostre mani la possibilità di costruirvi la sorte quale la preferite; ogni sorte, infatti, che appare dolorosa, se non serve a mantenere in esercizio o a correggere, serve a punire."

Boezio, La consolazione della Filosofia (Libro IV)

Ispirato al tema della Rota Fortunae, Sorte è una riflessione
sul momento storico che stiamo vivendo in questo 2020.
Noi umani sedevamo arroganti sulla cima della ruota, ma la Sorte ha distrutto in maniera terribile ogni certezza, costringendoci ad essere più umili tra di noi e nei confronti della Natura.
Lei, che dall'antichità ad oggi è fonte di stimolo, in continuo mutamento ma sempre uguale come un fiume che scorre o una ruota che gira

credits

released June 6, 2020

Volpe Mirko: cittern, chant, medieval hurdy-gurdy, recorder, galoubet, tabor, frame drum, riqq, bells, ringed triangle and rattles
Silvia Kuro: chant
Alessandra Lazzarini: transverse flute, piccolo

Special thanks to: Matteo Brusa

Rec/mix/master: Edizioni Stramonium
Graphics: Kuro Silvia, SF-graf
Pictures: Codex Buranus, XIII cent. manuscript

The album was entirely conceived and recorded on the Italian Alps of Piedmont.

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