/
  • Compact Disc (CD) + Digital Album

    Sorte + Joy, Solatz e Dolor + Double album (La morte dell'Unicorno / Radici)
    Albums will come closed with a red sealing wax placed personally by Murmur Mori.

    Purchase includes digital booklet of all the albums, informations, lyrics and photos.

    Includes unlimited streaming of 🗡 COMPENDIUM via the free Bandcamp app, plus high-quality download in MP3, FLAC and more.
    ships out within 3 days

      €24 EUR or more 

     

  • Streaming + Download

    Includes unlimited streaming via the free Bandcamp app, plus high-quality download in MP3, FLAC and more.

    Discounted complete digital discography.
    Purchasable with gift card

      €11 EUR  or more

     

1.
Libera Musa 03:52
Danza spontanea sorge e si mostra, dove non è attesa sovverte, ribalta l'ordine a volontà scoperte. Gaia come un fiore non colto, che l'erba e il terreno son del fior la bellezza. Non la danza venduta che è stata richiesta, ma la danza che improvvisa si manifesta. Il gesto istintivo del bramare ciò che palpita, il suo passo rivolge ed un canto essa porge. Danza iniziatica imperitura, che sempre rinnova il suo moto di un suono che a nessuno è noto. Eppure mai mente, è sempre costante. Tutto contiene e nulla possiede, una danza che esprime e non rappresenta.
2.
Io me ne infischio di questa società, serva di Norma e di Falsità, ma canto con gioia dell’inciviltà: regina bella per Natura! Norma severa ci vuole abituar ad una vita di miseria, solo tenzoni senza gloria che non fan pianger la società. Norma comanda con le comodità, donando falsa serenità, ma se Natura gli occhi ci aprirà farem crollare ogni città. Sopra l'asfalto non c'è vita, ma sol la terra può generar ciò che ci occorre per poter respirar lo dà Natura e non Norma. Viver schermati lontan dalla realtà è ormai per tutti normalità ma il nostro cuore trova serenità se non c’è Norma ma Natura. Forza ballate e cantate insieme a me, che sol così si fa male al re, lui ha scambiato la nostra libertà, contro Natura, con Norma.
3.
Vorria e non vorria darvi piacere, il dir pur stringe, il pudor mi raffrena, il star me noia, il partir mi dà pena, ma non farò però contro il dovere. Il star in banca alfin m'è dispiacere, perché veggio la gente che m'accena, tal piglia piacer de la mia vena, che non vorrei che mi fusse scudiere. O Febo, l'arte tua ridotta a tale, che chi ti segue è mostro infra la gente a dito con le lingue use a dir male. Non vi meravigliate de niente, s'a cantare una donna in banca sale: virtù fa l'omo al tutto onnipotente. Benché una forza mia timida voce suspinga a dire, il pudor la molesta, cussi fra doppia fiamma avvolto resta mio faretrato cor che sempre coce. Ma spinta dall'audacia che mai noce, dirò con quel favor che il ciel mi presta e sforzerommi dar piacere e festa a ciscadun che mi darà la croce. Ma non sia alcun che pigli admirazione s'io son montata in banca per cantare ch'arte non è però già da poltrone. Febo si dilettava del sonare col canto Tebe edificò Anfione: donde questa virtù divina pare. Lassate il murmurare o vulgo, o plebe, perchè alfin s’è visto che sol col canto in ciel si placa Cristo!
4.
<Eravamo pastori, avevamo suolo per pascoli e per fiori> così dissero i fratelli di Giuseppe al faraone. <Siamo qui al tuo cospetto perché siamo in carestia> e il faraone alle sue terre li fece lavorare. Al faraone serve che lavori il suo terreno, devi tenerti occupato, mandare avanti il suo stato. Il denaro come ricompensa per comprare le risorse che lui ti ha rubato. Sognerai ancora di essere libero e con la sua moneta potrai, a volte, la libertà comprare. Giuseppe era stato nominato viceré dal faraone. Giuseppe raccoglieva viveri da tutto il paese. Presi dai terreni li immagazzinava nelle città. Giuseppe raccolse anche tutto il denaro che trovava per poi comprarsi tutto il grano, pagandolo alla casa del faraone. Ma che cos’ha davvero valore? Il grano o la moneta del faraone? Monete, numeri, simbolici valori per accedere a dei beni, eppure ciò che occorre per poter vivere è sempre stato libero. Una fonte d’acqua libera che ha tolto la sete ai tuoi antenati ora è stata imbottigliata ed ha un prezzo e non la puoi più vedere scorrere, non ti bagni di quell’ acque che sgorgano e la sete costa fatica. C’è chi dice che il faraone crei le acque come un dio... e a te sembra quasi che l’acqua fluisca da lui copiosamente, quasi un suo artificio o talento, non più acqua di sorgente. Tutti allora andavano da Giuseppe a pregare: <Dacci il pane! Hai raccolto tutto il nostro denaro ed il grano, vuoi farci morire?>. Così Giuseppe diede loro il pane, ma in cambio del loro bestiame. Quando poi morivano ancora di fame dissero: <Hai tutto, tranne i nostri corpi. Compraci in cambio del pane.> Fu così che Giuseppe acquistò tutto per il faraone, ogni vita divenne proprietà del sovrano. Tu, che vaghi ora per le sue grigie strade e non vedi più il frutto della marrone terra, chiedi al faraone: ti darà ciò che vuoi, ma tu vivi in carestia.
5.
6.
Il verde picchio s'alza in volo Di rubino ha il capo ornato Se l'ali apre per fuggir pericolo Se senta il giorno che gli è dato Che sia della morte il timore ad animar nell'aria sue piume? O che sia invece della vita l'ardore? Par come il fiume: Che scorre incessante, eterno inizio ed ignota fin.
7.
Notte 05:09
music: Volpe Mirko
8.
Canterò di chi partì L'aria sentì venir manco Scosse un poco il forte fianco Poi la Luna impallidì Pochi duri e dolci gli anni Fior d'onore la sua vita Mentre io son gemma sbigottita Senza tronco tra gli affanni Come foglia nel vento me ne vò Come goccia nel fiume sparirò Tu vigliacca e sorda Morte Malasorte alle tue facce Mai non strappi tu l'erbacce Solo fior vuoi alla tua corte Maledico anche il vento Con sospiri porta via La gaia fanciullezza mia Lasciando meco sol sgomento Ahi me lasso! Sfinito piangerò Poi cangiato, versi d'or ti donerò.
9.
10.
Fortune plango vulnera stillantibus ocellis, quod sua michi munera subtrahit rebellis. verum est, quod legitur fronte capillata, sed plerumque sequitur Occasio calvata. In Fortuna solio sederam elatus, prosperitatis vario flore coronatus; quicquid enim florui felix et beatus, nunc a summo corrui gloria privatus. Fortune rota volvitur: descendo minoratus; alter in altum tollitur; nimis exaltatus rex sedet in vertice - caveat ruinam! nam sub axe legimus Hecubam reginam.
11.
O fortuna velut luna statu variabilis semper crescis aut decrescis vita detestabilis nunc obdurat et tunc curat ludo mentis aciem egestatem potestatem dissolvit ut glaciem. Sors inmanis et inanis rota tu volubilis status malus vana salus semper dissolubilis obumbratam et velatam mihi quoque niteris nunc per ludum dorsum nudum fero tui sceleris. Sors salutis et virtutis mihi nunc contraria est affectus et defectus semper in angaria hac in hora sine mora cordis pulsum tangite quod per sortem sternit fortem mecum omnes plangite.
12.
Alba 02:32
13.
Sentiva gli uccelli cantare, perché a lor di nulla importava. Tra le foglie d'autunno dormiva, con le orecchie ogni tanto ascoltava... Quando il Sole attraverso le piante e i rami, il prato d'oro copriva. E soltanto il becco del picchio turbava il suo cuor. Elegante ma con decisione, alzò il collo prestando fiducia al suo udito perché mai prima d'ora sentì quel suono proibito. Corre, corre il vecchio Re! Senza pensare ad altro che fuggir, perché con il Sole il Tuono non c'è! Nascosta sta la volpe, che osserva triste e dentro sé già piange la morte del suo Re. Sentiva gli uccelli cantare, perché a lor di nulla importava. Tra le foglie d'autunno dormiva, con le orecchie ogni tanto ascoltava, ma un Tuono gli trapassò il cuore e lui sognò di fuggir via, ma da lì non mosse che il viso, fu un sogno come il Paradiso.
14.
Crepuscolo 04:20
Bianche spine di luce son le stelle, le loro rose a noi celate, il buio noi temiamo. Desideriamo eguagliare il Sole. Qual grave errore, lasciar tacere la Luna. La rugiada non può brillare sulla pelle. Se noi chiusi solo muri costruiamo. Terra e cielo divorando nelle fauci. Qual grave errore lasciar tacere la Luna!
15.
Doni, donçelli gardati cche ven l'alegra stason: venite la dansa balati: far lo devit per rason! Li doni che so'inamorati non deça guardar cason; poy che lo tempo se pon de darve solaç e deport: Bene serìa gran tort se stesev in casa reclosa! Sansa de grande valore van'a quel'alta donçella: salut a la flor de li flori che vegn'a la dansa novella! E bé lo dé far per so onore, quella resplandente stella: poy ch'el'è flor d'ogna bella! Per dé non se'n faça prigari: vegn'a la rot'a balari!
16.
Vedo enormi campi coltivati, qualche albero rimasto a vigilare la bellezza mutilata dal paesaggio. Dal treno vidi un fagiano tra rivoli d'acqua e un cantiere, tante grigie strade che io percorrevo. Che pure io percorrevo... Penso a quelle strade, come esercito in avanzata esser ombra incombente, sulle piante che gfiltrano il Sole nascente. Lasceremo ai posteri fioriture? Quante le vie ancora con un manto da prestare ai germogli? Confinate in antri ristretti. È più vero dir che noi siamo l'antro oscuro che dilaga nel mondo, dimentichi di ogni cosa. Eccetto di noi stessi.
17.
Quando era bambina all'aperto si giocava. Lei coglieva fiori viola, la montagna ne era adorna. Petali e steli intrecciava in una sfera. Da lanciare ed inseguire. Quei fiori che ora non crescono più.
18.
Tutto lo mondo si mantien per fior Se fior non fosse frutto non serìa E per lo fiore si mantene amor, Gioie e allegrezze ch'è gran signoria. E de la fior son fatto servidore si de bon cor che più non poria: in fiore ho messo tutto'l meo valore se fior mi fallisse ben morìa. Eo son fiorito e vado più fiorendo in fiore ho posto tutto il mi' diporto: per fiore aggio la vita certamente. Com più fiorisco più in fior m'intendo: se fior mi falla ben serìa morto, vostra mercé (madonna), fior aulente.
19.
Fen argent 05:43
La fiamma brucia nei prati e una donna antica ricorda quando l'erba seccava sul sagrato e il Sol la mutava in fieno. Quel profumo copriva l'odore dell'incenso. Dentro al fumo tace ora la memoria di quel tempo, e lei chiede a chi l'ascolta: «Perché bruciate il fieno? Là da sì d'argent». Quando il fieno ben seccava, era argento lei diceva, erano raggi di Luna e vestivano il paese.
20.
L'incontro 04:24
Canterò di un giovane di corna incoronato, incontrato giorni fa giocando in mezzo al prato. Una freccia in pugno sulla corda già tesa, quando un suono alle mie spalle mi colse di sorpresa... Poggiai l'arco e guardai nel prato in mezzo al varco, e lo vidi passeggiare. Mai un istante mi guardò, il collo scosse un po', poi nel vento sopra il bosco mi portò... Su... Verdi chiome squarciate dal rosso sangue di civiltà, che innalzandoci scompariva. Il mio cuore di speranza si colmò, sospirando guardai il mio compagno. Ma lui mai mi notò, col vento danzò, poi socchiuse gli occhi e scendemmo giù. Mi sfiorai il viso e mi trovai in mezzo al prato, con questo segreto nel mio cuore celato. Sol di armonia e di crudel semplicità è la mia canzone che lui mai conoscerà. Io nel verde bosco in maggio attenderò e la mia canzone canterò.
21.
Son cicala e canterò Sotto al Sole mi scalderò Tu formica nasconderai Quello che troverai. Quando il vento cambierà E il mio canto finirà Dell'Inverno il bianco velo Vi ricoprirà di gelo. Fin che germoglierà, chi con me canterà! Della vita son padrona, son poesia e son cialtrona. Libera di sollazzar e per Amor cantar! Tutti si dovrà morire lascio dunque a te l'ardire di gioir di questo tempo, mentre io canterò fino a che morirò.
22.
23.
La terra rapitrice ormai alle spalle, davanti le sue care foreste. La libertà armata sol di arco e faretra, corre nelle notte con le volpi leste. Alpi! Da bambino ancestrale protezion, ora invece temibile muraglia tra la terra sua e i suoi aguzzini, la grande montagna che ogni strada taglia. Perso nell’oblio della più nera oscurità, fiutò ormai l’odore della sua sorte, quando due occhi rossi, rubini brillanti, fendettero l’oscurità feroci come la morte. Un lupo, temibile amante della Luna, dalla foresta gli venne vicino: “seguimi oh signore, io conosco la via! Solamente le ombre vedranno il nostro cammino.” Molte le notti di cammino sulla via, la Luna su nel cielo come sentinella, sconosciuti da giorni ma compagni da sempre, li guidò fino ad una fioca fiammella. “Addio amico Lupo ora ti devo salutar e nulla ho per ricambiar la tua bontà!” - “Non temere fratello mio, ora va! Ma ricorda l’importanza della libertà”.
24.
25.
Al chiar di Luna s’innalza d’armi un fragor In marcia grida straziante il ferro Nell’annunciare moto d’anime I cani latrano… Nella selva ammantata Audaci corpi in spettral maschera Sembra malvagia schiera a quei che odon spade di gigante Corre fatua forma di seppelliti cuori Irradia con valore, l’antico vigore!
26.
La luce mesce dalle acque Nidi d’opaca eternità L’ istintiva melodia Invoca fulgida l’aria Il Fiume scorre perenne Pelle e terra congiunte Piove greve tormenta Libando le ossa di boati Nutre cime con brio Porgendo i semi agli albori Cangia brulla morte in vitale fato fiorente Rigogliosi spiccano ripari tinti di fogliame Corre l’animale, ansima con la Terra.
27.
Quelle antiche querce vestivan le colline, un velo forte e verde si estendeva senza fine. Arrogante fu il signor di quella terra: “lì ci costruirò un castello per la guerra!”. Via quel bosco che si trovava li vicino e morte a chiunque interrompa il suo cammino! Ma la Volpe che viveva in quei campi pensò di battersi contro gli uomini arroganti. Corse giù nei prati verso i cavalieri e tra i fiori profumati prese a morder i lor destrieri. Felloni tutti lor che scapparono impauriti per dire al lor signor da chi furono inseguiti! La grande Volpe mai ebbe paura solo un poco, dalla bocca il suo furor le facea sputare fuoco! Per mesi si batté contro quei disboscatori, libertà oppur morte contro tutti i signori! Venne infine lui, principe di tutti loro:” largo! Vi mostrerò come svolgere il lavoro.” Prese un laccio che nascose tra il fogliame dentro al bosco, poi si nascose da infame. Passò la Volpe che difendeva la sua casa, dentro al laccio si infilò e lui stringendo la strozzava! Tronfio ritornò alla sua terra li vicino per mostrar la grande Volpe al suo saggio indovino. “Signor vi dico che la vostra torre verrà fatta ma reggerà finché la Volpe rimarrà intatta!”. Disperato, il principe maledisse il suo destino e cercò di rimediar con un trucco assai meschino… La grande Volpe lui d’oro fece ricoprire! Sperando forse di preservare il suo avvenire. Il signore poi morì, ricco ma dimenticato e la Volpe è ancora li sotto un mantello dorato. Il popolo sa che in quei prati nella notte chi ha buon cuore può veder una maestosa Volpe.
28.
29.
Ai vist lo lop, lo rainard, la lèbre Ai vist lo lop, lo rainard dançar Totei tres fasián lo torn de l'aubre Ai vist lo lop, lo rainard, la lèbre Totei tres fasián lo torn de l'aubre Fasián lo torn dau boisson folhat. Aquí trimam tota l'annada Per se ganhar quauquei sòus Rèn que dins una mesada Ai vist lo lop, lo rainard, la lèbre Nos i fotèm tot pel cuol Ai vist la lèbre, lo rainard, lo lop.
30.
A la stagion che ‘l mondo foglia e fiora acresce gioia a tuti fin' amanti: vanno insieme a li giardini alora che gli auscelletti fanno dolzi canti; la franca gente tutta s'innamora, e di servir ciascun trages' inanti, ed ogni damigella in gioia dimora; e me, n'abondan marimenti e pianti. Ca lo mio padre m'ha messa ‘n erore, e tenemi sovente in forte doglia: donar mi vole a mia forza segnore, ed io di ciò non ho disìo né voglia, e ‘n gran tormento vivo a tutte l'ore; però non mi ralegra fior né foglia. 
31.
Antico passo 01:36
32.
Inerte ormeggi l'ombre tue salpano altrove Sulla nave, che speri il vasto mare possa obliare Ti volti e non rischi la vita Quel canto che dai flutti approda in nuove armonie Torneran dal lor solcare le follie che tu getti alle maree Rivedrai all'orizzonte l'albero e muta mirerai le foglie Narreranno variopinte di fioriture Degli acquatici riflessi che le hanno accolte Non saprai intonare nulla, lapidea ragione! Segregando sol ti bagni di freddi pianti.
33.
34.
35.
Canterò dei tempi in cui la montagna era ancora abitata, da creature che un bel dì per timore l'hanno abbandonata. Una mamma e il figliol suo camminando nei campi al mattino, all'alba di un venerdì incontrarono un piccolo omino. <<Madre guarda là, la sua barba è lunga di anni Le sue vesti poi, son solo dei miseri panni I suoi piedi son rivolti dal lato sbagliato Un mostro così va ucciso oppur catturato>> Quel bambino non sapeva chi fosse quel signore nel prato! Per mille stagioni o forse più nel bosco avea dimorato, quando quel nanetto lo udì rispose assai rattristato: <<Se voi piccoli dite così, è perché ve lo hanno insegnato!>> Un gomitolo verso il cielo lanciò e sul filo si arrampicò, sparì e mai più ritornò. English: I will sing of the times when the mountain was still populated by creatures who one day abandoned it for fear. A mother and her child walking in the fields by the morning, at the dawn of a friday they met a little man. <<Mother look at him, his beard is years long, his clothes then are just miserable rags, his feet are turned at the wrong side, a monster like that must be killed or catched>> That child didn't know who that man in the lawn was! For one thousand seasons, maybe more, he dwelt in the wood. When that little dwarf heard him, he answered rather sad: <<If you small ones say so is because they teached you!>> A ball of wool he threw to the sky and on the string he climbed, he disappeared and never came back.
36.
Don don 'ndé a durmì, ca l'è ura da murì! Se t' credi no ca dio la manda, guardé al vòltu ca ga vegn giò ‘na gamba!
37.
Mormorii, mormorii giù in città la gente prega, la gente parla e lui, lui sui monti viveva coi i sassi, in silenzio sospetta, il prete sospetta già dell’eremita, lo convoca all’alba, all’alba scende in città nessun’anima, in chiesa la giacca, dove potrà appenderla? Non ci sono rami e il prete guarda già, dall’altare giudica poi venne il Sole, dalla finestra. Luce, e sul raggio sospesa la veste dell'uomo che rimase in attesa dalla finestra luce, rivela dal buio nel confessionale il prete ristette pensò di non poter certo confessare quell'uomo che congedò rimase la luce splendeva fuori il Sol! English: The Sun and the Hermit Murmurs, murmurs down in the city, people pray, people talks and he, he lived on the mounts, with the stones in silence, he suspects, the priest suspects already of the hermit, he convenes him at dawn, at dawn he goes in the city. There isn't any soul in the church, the jacket, where to hang it? there aren't branches and the priest is already looking, from the altar he judges. Then came the Sun from the window. Light, and suspended on the ray the jacket of the man who was waiting, from the window light, reveals from the darkness, in the confessional the priest hesitated, he thought of not being certainly able to confess that man, and he dismissed him, the light stayed, outside the Sun was shining!
38.
39.
La terra per Cola mai era girata, nel mare preferiva nuotar. La madre era ormai disperata ed ogni dì lo andava a cercar. <<A fare l’amore con le sirene, oh madre io voglio restar!>> <<Addio oh figlio io qui morirò! Ma tu in un pesce dovrai tramutar!>> Nuotava Cola anche quando il re si presentò per chiedergli se sul fondo del mare la sua bella terra fosse sicura e stabile. <<Maestà la vostra splendida terra su tre colonne poggia ma... Una di esse per disgrazia giace rotta sul fondo del mar!>> <<Oh Cola scendi e tienila dritta!>> <<Oh no! Maestà io non scenderò! Laggiù nel profondo perderò la vita, quello è il regno dell’oscurità.>> Il re gettò in acqua la sua corona, prezioso emblema del suo regnar. <<Ed ora Cola scendi nel mare! Ed il mio regno vai a salvar.>> <<Maestà scenderò nel fondo del mare ma sento in cuor che non tornerò.>> Così dicendo nuotò nell’abisso e il re invano l’aspettò. English: The three columns in the sea The land for Cola never turned, he liked more to swim in the sea. The mother was by now desperate, and everyday she went to seek him. <<For making love with the sirens, oh mother I want to stay!>> <<Farewell oh son I'll die here! But you will be transformed into a fish!>> Cola was swimming even when the king, showed up to ask if on the seabed depth his beautiful land was safe and stable. <<Majesty, your splendid land, lies on three columns but... One of them, for misfortune, is broken under the sea!>> <<Oh Cola go down and fix it!>> <<Oh no! Majesty I won't go! Down there into the depths I will lose my life, for it is the realm of darkness.>> The king threw his crown in the water, the precious emblem of his reign. <<And now Cola go down in the sea and save my kingdom.>> <<Majesty I will go down in the sea, but I feel in my heart that I won't come back.>> And saying so he swam into the abyss and the king waited for him in vain.
40.
Cupi a notte canti suonano 
Da Cosenza su ‘l Busento,
 Cupo il fiume gli rimormora
 Dal suo gorgo sonnolento. Su e giú pe ‘l fiume passano
 E ripassano ombre lente:
 Alarico i Goti piangono,
 Il gran morto di lor gente. Dove l’onde pria muggivano, 
Cavan,  cavano la terra;
 E profondo il corpo calano.
 A cavallo, armato in guerra. Lui di terra anche ricoprono
 E gli arnesi d’or lucenti:
 De l’eroe crescan su l’umida 
Fossa l’erbe de i torrenti! English: The Grave in the Busento By Cosenza, songs of wail at midnight wake Busento’s shore, O’er the wave resounds the answer, and amid the vortex’ roar! Valiant Goths, like spectres, steal along the banks with hurried pace, Weeping over Alaric dead, the best, the bravest of his race. In the waveless hollow turning o’er and o’er the sod, the corse Deep into the earth they sank, in armor clad, upon his horse. Covered then with earth again the horse and rider in the grave, That above the hero’s tomb the torrent’s lofty plants might wave. (These lyrics are from the poem by August von Platen-Hallermünde, the translated italian version is by Giosuè Carducci)
41.
Corri Götwiarghini!
42.
Oh gentil pastor! Che in bocca mi tieni suonami anche tu che il cuor mi sostieni! Mi hai trovato su nei prati in fiore ma ora portami dal tuo signore Oh padre mio re che in bocca mi tieni suonami anche tu che il cuor mi sostieni! Egli mi tradì nei prati in fiore per una piuma di uccello grifone Oh fratello mio che in bocca mi tieni suonami anche tu che il cuor mi sostieni! Mi hai ammazzato tu nel prato in fiore per una piuma di uccello grifone English: The singing bone Oh gentle shepherd whom you're keeping me in your mouth, play me you too that it sustains my heart, you found me in the flowering meadows, but now take me to your lord. Oh father, my king, whom you're keeping me in your mouth, play me you too that it sustains my heart, he betrayed me in the flowering meadows, for a feather of a griffon bird. Oh my brother whom you're keeping me in your mouth, play me you too that it sustains my heart, you have killed me in the flowering meadow, for a feather of a griffon bird.
43.
Senza paura 03:49
Girando il mondo senza paura Ad una locanda si ritrovò Posto per lui non ce n’era Al vecchio palazzo s’incamminò Chi cerca riposo tra quelle mura la morte troverà al mattin Lui aveva con se solo una candela Una salsiccia ed un poco di vin Dal vecchio camino del grande castello Con un boato si palesò la testa e infin l’uomo tetro che disse: <<prendi il tuo lume, io strada farò!>> Lui bevve il vino e si saziò E il grosso uomo seguì ma i suoi tranelli evitò e l’incantesimo svanì Giunsero infine alla buia cantina Tre pentole d’oro quell’uomo mostrò <<Darai l’oro ai poveri, tieni il castello Ed io in pace ti lascerò.>> Mai ebbe paura in tutta la vita E nelle sue scelte mai si sbagliò Da saggio al balcone fumando la pipa Vide la sua ombra, partì e salutò. English: Without fear Traveling the world without fear, he found himself in a tavern, there wasn't any place for him, he walked to the old palace. Who seeks for rest inside those walls, will find the death in the morn. He had with him just a candle, a sausage and some wine. From the old castle's fireplace a roar revealed an head and then the creepy man who said: <<take your lamp and I'll show you the way!>> He drank the wine and he ate, then the big man he followed, but he avoided his pitfalls and the spell vanished. Finally they arrived to the dark cellar, three golden pots that man showed. <<You will give the gold to the poor, keep the castle and I will leave you in peace.>> He never had fear in his whole life, and his choices never were wrong. Wise at the balcony smoking a pipe, he saw his shadow, waved and left.
44.
Radici 02:00
Per le strade che tornino in fiore verdi prati sui quali chinarsi in riposo innanzi al Sole Per le mani, che carezzano il fango che la schiena spezzata sia chioma fiorita e la terra di fronte sudata spazi aperti ed immensi cieli non l'attesa di un paradiso sfuggente ma un fuoco che scalda la sera fresca pioggia e luna piena a conforto di chi ben rimembra i pensieri di ogni stagione Per la sete e le limpide acque insolenza è scordare tra sacro e profano, qual è la fonte Per respiri riverenti tra le api nel quieto danzare di steli sta il senso del cammino. English: Roots To the streets that may come back in bloom, green fields where to bend down in rest facing the sun. To the hands that caress the mud, may the broken back become flowery foliage and the ground be of sweated forehead. Open spaces and immense skies, not the wait for a fleeing heaven but a fire that warms up at night. Fresh rain and full moon, to comfort those who clearly remembers the thoughts of each season. To the thirst and the limpid waters, insolence is to forget between sacred and profane what is the source. For respectful breaths, by the bees in the calm dance of the stems lies the meaning of the path.

about

COMPENDIUM: discounted complete discography.
Sorte + Joi, Solatz e Dolor + La morte dell'Unicorno + Radici.

Albums will come closed with a red sealing wax placed personally by Murmur Mori.

Purchase includes digital booklet of all the albums, informations, lyrics and photos.

credits

released July 16, 2019

Volpe Mirko, Kuro Silvia
Edizioni Stramonium

license

all rights reserved

tags

about

𝔐𝔲𝔯𝔪𝔲𝔯 𝔐𝔬𝔯𝔦 Piedmont, Italy

New Early Music🌹

contact / help

Contact 𝔐𝔲𝔯𝔪𝔲𝔯 𝔐𝔬𝔯𝔦

Streaming and
Download help

Redeem code

Report this album or account

If you like 𝔐𝔲𝔯𝔪𝔲𝔯 𝔐𝔬𝔯𝔦, you may also like: